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giovedì 7 maggio 2009

Il diario segreto di Edward Cullen

Che giorno è oggi? Non lo so. Boh, sono tutti uguali.
Anche oggi scuola, che palle! Non so più quante volte le ho studiate queste cose, ma non potevano vampirizzarmi, non so, a venticinque anni? Che poi ogni tanto mi viene il dubbio che anche il cervello mi sia rimasto a diciassette...

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Arrivata una nuova ragazza a scuola, agile come un ippopotamo ubriaco. È carina, sì, ma si vede che lo sa e fa la finta modesta per tirarsela. E poi... ma si lava? Puzza di sangue lontano un miglio, magari avrà le sue cose ma non è una buona scusa per ignorare le norme più basilari dell’igiene personale.
Non riesco a leggerle la mente, sicuramente non ne ha una.

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Oddio ma quanto è appiccicosa questa? Più si cerca di evitarla e più ti viene dietro. Un altro po’ e si faceva mettere sotto da un camion per attirare l’attenzione, e io scemo che l’ho pure salvata.

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Ho capito, ci sta provando. Vabbe’, è un secolo che vado in bianco, quasi quasi approfitto. Mi invento qualche balla romantica sul guardarla dormire e vediamo come va a finire.
Certo prima o poi dovrò spiegarle perché la evitavo, mica le posso dire in faccia che puzza, se no continuerò ad andare in bianco per i prossimi secoli. Mi inventerò qualcosa...

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Dice che ha capito che sono un vampiro. Contenta lei. A me risulta che i vampiri siano completamente diversi, ma le donne è meglio non contraddirle.

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Ma perché ho deciso di invitarla alla partita di baseball? Potevamo passare una bella serata, e adesso invece mi tocca difenderla da un maniaco, che, fosse per me, potrebbe pure mangiarsela ma ho paura che lasci il lavoro a metà e poi mi tocchi sopportarmela per l’eternità come non morta. Poi con la sfiga che ho si ritroverà sicuramente il potere di causare disastri naturali ovunque vada, praticamente ce l’ha già!

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C’è mancato poco! Mi è pure toccato succhiarle via il veleno per evitare che si trasformasse, che schifo! Sempre meglio che tenersela appiccicata per sempre, comunque.
E adesso vorrebbe diventare come me, ma non lo capisce che non la voglio?

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Ho deciso, la mollo. Le sparo la solita menata del non sei tu, sono io, è per il tuo bene, e me ne vado. Se è intelligente mi dimentica, ma siccome so che non ha cervello magari si butta da un ponte, comunque me ne libero.

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Alice mi ha appena detto che si è buttata da una rupe. Alè! Me ne vado in vacanza in Italia per festeggiare!

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È viva. L’ha salvata un lupo mannaro. Ecco perché li odio. È pure convinta che mi sarei suicidato per lei, ma davvero ha creduto a quella balla che le ho detto mentre guardavamo Romeo e Giulietta?
Ed è ancora fissata con quella storia che dovrei trasformarla. Ha perfino convinto Carlisle, ma è facile, lui prende cani e porci.
E adesso chi se ne libera più? Mi sa che dovrei suicidarmi davvero... chissà, forse se riesco a provocare abbastanza il lupo mannaro ci pensa lui...

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Questo è più scemo di lei, lo provoco in tutte le maniere e lui niente, almeno lei si convincesse a mettersi con lui, ma è proprio fissata con me. Ma che ho fatto di male? Tutti questi anni spesi a cacciare leoni di montagna invece che umani e questo è quello che mi merito? Questa faccenda del karma non va come dovrebbe.
Continuo a cercare scuse per non farla trasformare.
Però ho capito il trucco: le faccio una proposta di matrimonio, sono sicuro che dirà di no.

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Evviva, ha detto di no!

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Ma non ci credo, è riuscita a scatenarci contro tutti i "vampiri" del creato e anche qualcuno che nemmeno c’era, nel creato. Ma come si fa? È una maledizione fatta donna questa!
Ho colto l’occasione per allearmi coi lupi sperando che con la vicinanza lei se lo prendesse o almeno lui mangiasse la foglia, ma non c’è stato verso, lui si è quasi fatto ammazzare e lei sta meglio che mai.

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Porca miseria, ha cambiato idea sul matrimonio!

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Quell’idiota di un lupo è sparito dalla circolazione. Sono riuscito a farlo venire almeno al matrimonio, sperando che me lo rovinasse e lo mandasse all’aria, ma non c’è stato niente da fare.
Mi tocca pure la luna di miele.
La porto all’isola di Esme, se sono fortunato se la mangia uno squalo. Alla peggio, la prima notte di nozze muore durante l’amplesso, visto che ha questa fissa di volerlo fare da umana.

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Niente squalo, niente amplesso mortale, e sì che mi sono impegnato, la vita fa schifo.

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Assurdo, è rimasta incinta! Solo da lei ci si poteva aspettare una cosa del genere!
La buona notizia è che non sopravviverà alla gravidanza, e testarda com’è non ci sarà verso di fargliela interrompere. Comunque reciterò la parte, altrimenti è troppo ovvio.

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Sì, sì, è testarda come previsto, sarò presto un vedovo consolabile!

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Ecco, adesso se ne sono usciti con questa storia di trasformarla appena il bambino nasce. Ho un’idea, speriamo che funzioni.

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Fallimento completo, nonostante abbia abbondato col veleno (sono arrivato al punto di farle un’intracardiaca), è sopravvissuta lo stesso, peggio ancora sembra che non sia una maniaca sanguinaria, non ho nessuna scusa per farla a pezzi e bruciarla.
La bambina è adorabile, non ha preso da sua madre almeno.

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Quel pedofilo del lupo ha avuto l’imprinting con la bambina. Se sono fortunato, quando lo dico a mia moglie si ammazzano a vicenda.

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Non sono fortunato.

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Ci ha DI NUOVO tirato addosso tutti i vampiri possibili. Vabbe’ ma adesso basta! Mi stavo organizzando per farla scappare all’estero con la bambina con la scusa di un’idea di Alice, ma come al solito non ha capito un tubo e stava per mandarci il lupo.

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Tutto tornato tranquillo. Prevista una gita in Brasile, solo per svago adesso visto che ormai della bambina sappiamo tutto.
La foresta amazzonica è grande, mi perderò, ho già deciso. Chissà se riesco a rifarmi una vita dall’altra parte del mondo, magari al polo. Comunque sia, non sentirete più parlare di me.

giovedì 23 aprile 2009

La Sveglia

Gideon era seduto sul suo letto, perso in contemplazione della splendida figura femminile che aveva di fronte, le cui sinuosità erano drappeggiate dal lenzuolo che tratteneva davanti a sé con le mani giunte, in un provocante atteggiamento di falso pudore.
Lei avanzava con movenze feline, mettendo lentamente un piede davanti all’altro con estrema e sensuale grazia, finché, giunta a un solo passo da lui, lasciò cadere il lenzuolo, mostrandogli il suo corpo nudo, e dischiuse le labbra per dirgli…
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Lui la cinse a sé. "Sì, dolcezza, tutto quello che vuoi." le disse in tono lascivo.
"Tii Tii Tii Tii Tii" ripeté lei, squillante.
"Sììì, sììì, amore, giochiamo alla sveglia e all’addormentato… dov’è il tuo pulsante, eh? Dov’è il tuo pulsante?"
"Ah ma allora sei proprio scemo! È la sveglia sul serio!" protestò lei, e tirando di nuovo su il lenzuolo se ne uscì offesa dal sogno.
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Brontolando, mentre si domandava in un angolo della mente il perché della sveglia, Gideon sferrò una manata nella direzione del comodino, mancandolo clamorosamente.
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Tentò di nuovo, e stavolta impattò con qualcosa. La brocca dell’acqua si rovesciò, inondando il libro che aveva accanto e l’orologio da polso poggiato lì vicino.
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Al terzo tentativo, prese in pieno lo spigolo del comodino. Si rizzò a sedere sul letto, scuotendo la mano in alto e in basso come se potesse scrollarsi di dosso il dolore.
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Infine aprì gli occhi. Guardò il comodino. Non lo vide. Era buio pesto. A tentoni ripescò, letteralmente, il suo orologio, bagnato zuppo. Fortuna che gli era stato garantito per subacqueo, o sarebbe stato da buttare.
Premette il pulsante della lucina interna, per vedere l’ora, e ne ottenne uno spruzzetto d’acqua in un occhio.
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Si asciugò col dorso della mano e poi la allungò per accedere la luce. Sul comodino, la brocca oscillava pericolosamente lungo il bordo. Il libro era immerso nell’acqua, meno male che era Moby Dick. Della sveglia nessuna traccia.
L’orologio segnava le goccia-bollicina-bollicina-chiazza.
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Si guardò intorno, e infine localizzò l’aggeggio infernale in cima alla libreria, dall’altro lato del letto. Si arrampicò in puro stile King Kong, l’afferrò e guardò l’ora. Le cinque di mattina. E perché aveva messo la sveglia alle cinque di mattina?
"Tii Tii Tii Tii Tii"
In quell’istante si rese conto che la sveglia non stava suonando. In effetti, a ben vedere, era puntata per le sette. Perché poi avesse messo la sveglia alle sette restava comunque un mistero. Che mai poteva aver da fare così presto?
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Eh… però qualcosa che suonava c’era! Realizzò che il suono veniva dalla tasca posteriore del suo pigiama. Il cellulare! Doveva essersi segnato un impegno in agenda, ecco perché suonava! Solo che non riusciva proprio a ricordarsi cosa fosse.
"Tii Tii Tii Tii Tii"
Be’… del resto era per quello che l’aveva messo in agenda, per ricordarselo, giusto?
Estrasse il telefonino dalla tasca e osservò lo schermo, dove lampeggiava la nota che si era scritto: "Ricorda di staccare la sveglia prima che suoni, non hai niente da fare alle sette."